"Il cinema non è un mestiere, ma un mezzo per fare dichiarazioni d'amore." "Sono i desideri, la materia prima dei film." D.D.Mambety

Un gruppo di studenti universitari bergamaschi accomunati da uno spiccato interesse per il cinema.
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SPAZIO BERGAMO
Ultimo incontro per il primo cineforum di questo 2005. Oggi si propone la visione di alcuni lavori di giovani autori bergamaschi, che, in base a quello che abbiamo potuto sapere a loro riguardo, sono ancora più o meno tutti attivi nella produzione di cortometraggi. Di seguito il solito prospetto di ciascuna opera, con sinossi e breve bio-filmografia dell’autore.
H. & B. THE MOVIE [Luca Catteruccia, 2000, 5'30", colore] Sinossi: Il cortometraggio è una particolare versione, "rivista e corretta", delle ben 18 puntate di un famoso cartone animato durante le quali si svolge la finale del campionato nazionale di calcio tra le squadre Muppet e NewTeam. Autore: Luca Catteruccia è nato a Bergamo e dal 2000 si interessa di cinema. Nel 2001 è presidente del CCU (Centro Cinematografico Universitario) presso l’ Università degli Studi di Bergamo. Il suo cortometraggio riceverà il Premio del Pubblico a Cortopotere 2001.
LA CASA FUORI [Paolo Jamoletti, 2000, 13', colore] Sinossi: Un gatto, due giovani senzatetto, un ragazzo e una ragazza che giocano, due sciacalli in cerca di mobili. Sono questi i personaggi che si contendono il possesso di una casa che sarà presto demolita. Autore: Paolo Jamoletti è nato a Treviglio, l' 8 settembre 1977. “Strani incontri” (1999) è stata la sua prima opera, seguirà successivamente “Il guasto” (2003). Nel 2001, “La casa fuori” riceve il Premio Spazio Bergamo Cortopotere “per la costruzione ad intreccio che esplora impegnative tematiche sociali senza falsi moralismi”.
UN GIOCO DEI POVERI - FIERI VENDICATOR… [Tony Sbarbaro, 2001, 14’, colore]
Sinossi: Pupazzetti armati di utopia contro l'egemonia di un tiranno alla conquista della libertà.
Autore: Stefano Barbieri, alias Tony Sbarbaro, è nato a Bergamo, nel 1974. Musicista, realizza, utilizzando il digitale, cortometraggi d'animazione a passo uno e cortometraggi grotteschi di critica sociale ed esistenziale.
Per ulteriori informazioni su di lui ed i suoi lavori si propone di visionare le seguenti pagine web: http://utenti.lycos.it/drop_out/sbarbaro.htm e http://utenti.lycos.it/drop_out/DOPPIACOPPIARIPICCHE.htm .
ROSA MYSTICA [Alessandro Zanetti, 2000, 7', colore] Sinossi: La protagonista è una ragazza. Il tema è la sua visione, personale e passionale, dell'universo religioso. Autore: Alessandro Zanetti è uno studente del DAMS, indirizzo spettacolo. Il suo esordio come regista risale al 1999 con l'opera "Il bosco".
OVATTA [Massimo Alborghetti, 2003, 5', colore] Sinossi: Due persone, due mondi, due modi di vedere. Un incontro. Autore: Massimo Alborghetti nasce nel 1974, partecipa a corsi tenuti da Ermanno Olmi e Theo Angelopoulos. Realizza corti - mediometraggi. Partecipa a diversi concorsi nazionali, nel 2000 a Casteggio, riceve il premio "Claudio Pastori" come miglior talento giovani.
CHIUSO-IN [Tony Sbarbaro, 2002, 12'30", colore] Sinossi: Pupazzi senza più l'uso della parola, inscatolati, sul banco di un mercato globale, subiscono le conseguenze. "Ogni individuo ha i suoi problemi, materiali ed esistenziali, le sue manie, quotidiane o perenni, comunque è condizionato da un potere superiore, da uno o più dogmi. Si sopravvive in una pseudo libertà, soggiogati quotidianamente da decisioni prese dall'alto, che potrebbero rivoluzionare la nostra vita, con dei cambiamenti irreversibili, senza comunque avere il nostro consenso. Dei pupazzi in balia dei fili invisibili del potere, degli strumenti musicali in balia dei suonatori, dei prodotti sul banco del mercato: siamo merce da monta e da macello, che ci gusti o no l'allevamento è intensivo." [Tony Sbarbaro]
ANNA VS OLIVA [Michela Facchiro e Luca Ferri, 2004, 4'45, colore] Sinossi: Due anziane signore giocano una partita metafisica. Spettatrici o giocanti, sembra questo il primo apparente quesito alla plumbea giornata. Alle loro spalle due cubi bianchi recano impietosi il risultato dei vani sforzi prodotti dall'immobilità dell'esistenza. La linea centrale del campo sbanda in tutta la sua assurdità verso una destra appena accennata. I dadi ruotano. Il tempo scorre. Qualcuno vince, ma non sappiamo né perché né cosa. Autori: Michela Facchiro nasce e vive a Bergamo. 23 anni, laureata in Scienze dell'Educazione, è tuttora iscritta al Corso di laurea Specialistica in Scienze Antropologiche ed Etnologiche. Ha interessi vari ed eventuali, tra cui, pare, il cinema. Luca Ferri nasce a Bergamo nel 1976. Scrive nella maggior parte del suo tempo. Da alcuni anni si occupa di immagini. I due realizzano insieme “La Visione di P.” ed “Anna VS Oliva”, quest’ ultimo selezionato all’ OrvietoCortoFest.
IL DIFFIDENTE [Fabio Bozzetto e Diego Zucchi, 2004, 2'50", colore] Sinossi: Un uomo segue lo spensierato percorso della vita leggendo un libro. Il bosco, come metafora della vita, lo avvolge in un manto di mistero color verde, animato dal fruscio dei rami spogli e dal passaggio di un mantello nero come la notte. Il mantello della Morte....
NO COMMENT [Gabriele Rigamonti, 2003, 5'22", colore] Sinossi:Paul, un giovane allo sbando da perversioni di happy hours e telemarketing, si trova catapultato in una piana arsa e stanca. Macerie, frantumi e scoperte ossee fino ad un gesto aracnoinsurrezionalista. L'esplosione di un tivvucolor mastodontico. “…un film drammatico sull’ assurdità della moda, del marketing e di tutto il resto.” Autore: Gabriele Rigamonti nasce nel 1976 a Zingonia. Viaggia: a settembre è a Punta Ala, a maggio in Norvegia, a un anno è in Marocco, in camper. Nel 2002 registra il suo nome ( _riga ), fonda con Vittorio Turla e Carla Scorda "studiocharlie", un gruppo di progettisti che opera nei diversi campi del design e della comunicazione (www.studiocharlie.org). Non sopporta i discorsi inutili, la gente che parla senza avere fatto le cose, è fondamentalmente ottimista. No comment è tratto dal film omonimo (61’ 05”).
DOPPIA COPPIA RI PICCHE [Tony Sbarbaro, 2003, 7'30" colore] Sinossi: Semplici frammenti, di una vita apatica di due coppie di pupazzi, solo una piccola parentesi: una coppia è possidente mentre l'altra è posseduta. Dichiarazione del regista: Patetico tentativo di ricostruzione di un habitat deturpato da variegati tipi di sbarre. Molti palati molti gusti, molti modi per metterci il paraocchi e pensare finalmente ai cazzi nostri o agli ormai martoriati interessi, fittizi o non, sociali o culturali, senza accorgerci che il nostro antipatico vicino, zitto zitto, si è barricato in casa sua con i suoi cani per crepare di fame assieme a loro. “E anche se ce ne accorgevamo?” “E che ne sò io!” “Bisogna fare qualcosa!” “E che ne sò io! siamo così piccoli di fronte all'universo.” “Del vicino non mi interessa, ma i cani!” “E allora chiama una pantera!” “o una gazzella?”…
10 FOTOGRAFIE . 100 SECONDI [Davide Pagliarini, U.E, 2002-2004, colore] Sequenza fotografica: Luoghi dall'identità instabile, sottoposti ad un processo continuo di risignificazione, risultano difficilmente codificabili fino a quando non assumeranno un assetto permanente. L'introduzione dell'elemento temporale esprime l'inevitabilità di uno scarto tra la velocità di trasformazione dello spazio e la nostra capacità di comprenderlo. La contraddizione tra la fissità della prospettiva, artificio razionale che dispone gli oggetti in una griglia ideale, infinita, e il tempo, finito, invitano a riflettere sulla precarietà del paesaggio cintemporaneo e sulla fragilità della condizione umana. A ciascuna immagine viene assegnato un tempo di fruizione equivalente: 10 secondi. L'equivalenza del tempo sottolinea il carattere indifferenziato, generico dei luoghi. www.newlandscapes.org
EDUCERE MOVERE BILIARDO [Luca Ferri, U.S.A, 2004, colore] Sinossi: Due inquadrature un film. Una luce ad intermittenza scandisce il tempo di piccoli accadimenti. la presenza assenza dell' ommo distrae. Attira su di se l'attenzione lasciando al suo abbandono, la potenza visiva della fissità degli oggetti con la loro casuale e quanto mai appropiata disposizione nello spazio. La sensazione è quella di una contemplazione accurata della realtà, di una profonda malinconia che si riversa violentemente sull'unica cosa rimasta dopo un lascito. Le cose.
Abitudine. Lentezza. Mancanza. Solitudine. Riscatto.

Questi i caratteri peculiari del secondo film di Paolo Sorrentino (L'uomo in più, 2001), regista promettente al pari del Garrone de "L'Imbalsamatore" e "Primo amore".
Una regia lenta, sinuosa e claustrofica la sua. Filma l'assenza. Di vita:solitudine, ripetizione, monotonia dei giorni. Di parole: silenzi, sguardi, gesti.
Vediamo tutto attraverso dei vetri, degli specchi (almeno nella prima parte del film) che allontanano la realtà, la mettono a distanza.
Titta di Girolamo, il protagonista della storia, infatti è come in gabbia. Il suo è un esilio, costretto a vivere in un albergo svizzero, isolato dalla sua famiglia, obbligato lì per un errore del passato, obbligato lì da altri, per evitare la morte. E' come imbalsamato, pietrificato di fronte alla vita che sta al di fuori di lui, non parla con nessuno, come se non ci fosse nessuno là fuori. La sua è una non-vita, che è peggio della morte.
<<La verità è noiosa>> dice, ma lo stesso sta a guardare ed ascoltare. E' apparentemente disinteressato, si guarda comunque attorno, guarda attraverso quei vetri, non fermandosi agli aspetti superficiali. E' pietrificato sì, nell'abitudine di gesti rituali che lo fanno sentire tranquillo. Si prende la sua dose settimanale, un rito anche quello. Ammette che manca d'immaginazione, ma lo stesso la cerca ed è in attesa di un cambiamento. Della morte fisica forse? O forse più della vita?
E l'imprevisto arriva prima di tutto nella figura del fratello minore che attraverso i ricordi di un vecchio amico risveglia in lui il sentimento d'amicizia, più forte dell'amore, più profondo, meno fuggevole, che rassicura anche nelle situazioni peggiori (l'ultimo suo pensiero sarà all'amico, infatti).
<<Sedermi a questo tavolo è la cosa più coraggiosa che io abbia mai fatto>>. Poi con la ragazza del bar (nipote di Anna Magnani). L' amore. E questo imprevisto gli dà coraggio, forza di reagire, di riprendersi una parte di quella vita che gli è mancata. Si dischiude, ma c'è un però: <<Mai sottovalutare le conseguenze dell'amore>>.
La fine di Titta sarà per questo, per via dell'amore, rocambolesca, così come andava desiderando anche il vecchio nobile decadente che non voleva lasciarsi prendere dalla vecchiaia e che ripeteva continuamente: <<ci vuole coraggio per morire in modo rocambolesco>>.
Lui, Titta, quel coraggio l'ha trovato? Sì, c'era ancora qualcosa che poteva fare, per cui vivere, lui che di vivere aveva smesso già da un pò.
Sottofondo musicale scelto ad hoc. Tra gli altri "Lali Puna" e "Notwist".

Si tratta di un film passato nelle sale qualche mese fa, ma che in questi giorni (mercoledì 26 e giovedì 27) si può vedere -o rivedere- al CinemaTeatro del Borgo di P.zza S. Anna (vedere il sito della mediateca di Bg per orari e costi proiezioni).
Io ve lo consiglio vivamente: andate a vederlo, merita!
IL MIO MONDO PERSONALE [Daniele Carrer, 2000, 3', colore.] I REMEMBER – GENETIC MEMORY [Davide Pepe, 2001, 10’, colore]
Sinossi: Viaggio visivo nelle ragioni che portano alla ricerca della diversità più appariscente. Autore: Daniele Carrer è nato a Conegliano il 9 settembre 1977. Oltre a "Il mio mondo personale" ha realizzato: "Zero" (1997), "In un mondo che" (1999), "Acido Lucido" (2001), "Vivere e Morire a Nordest" (2001).
VOJNA[Antonio Di Mazzarelli, 2001, 5’, colore]
Sinossi: Vivere e sentire la follia della guerra in Croazia come in qualsiasi altra parte della terra, ricordare i momenti di pace con coraggio e disperata speranza. Il legame indissolubile con la vita è rappresentato dalla fede nella poesia e nei valori fondamentali di amore, giustizia e libertà.
Autore: Antonio Carnemolla [in arte “Di Mazzarelli”] nasce a Ragusa il 22 Agosto 1980. È appassionato di giocoleria, poesia e cinema. Considera suo maestro il regista Pasquale Scimeca. "Vojna" è il suo primo cortometraggio, realizzato nel 2001. Successivamente, nel 2003, dopo aver vissuto e lavorato a Roma, realizza, con il patrocinio dell’ Assessorato alla Cultura della Provincia di Ragusa, la sua seconda opera “Marsaharillah” selezionata e premiata in una serie di concorsi siciliani .
Sinossi: I remember: ricordi: banali, ricordi genetici, ... del corpo, dell'individuo, della razza umana. Ricordo genetico della distruzione, ... AUTOdistruzione. Dove vogliamo andare?
Autore: Davide Pepe è nato a Ceglie Messapica (Brindisi) nel 1970 ed è laureato in scienze dell' informazione presso l’ Università degli Studi di Bologna. “I remember – genetic memory” è stato selezionato al festival del cinema giovani di Torino e ad una serie di altri festival nazionali [Bologna, Ferrara] ed internazionali [Londra, Toronto, Bristol, Canada]. Tra il 1995 e il 2002 realizza una serie di altre opere.
RUBINSTEIN VUOLE SOLO GIOCARE [Michele Salvador, 2002, 4’ 15”, colore]
Sinossi: Akiba Rubistein è il più geniale scacchista d’inizio secolo: stava per diventare il campione del mondo, ma la prima guerra mondiale l’ha rovinato psicologicamente. Nel 1933 vive con la moglie, ormai dimenticato da tutti. Soffre di manie di persecuzione e solo negli scacchi ritrova il controllo che lo libera delle paure. In quei momenti si sente come Steinitz quando asseriva di poter giocare contro Dio concedendogli il vantaggio di un pedone.
Autore: Michele Salvador è nato nel 1974 e ha frequentato l’Accademia di Brera. Dal 1994 al ’98 è fumettista, colorista e grafico nel gruppo indipendente shok Studio. Tuttora si dedica alla realizzazione di fumetti sperimentali e autobiografici.
IL MIO MONDO PERSONALE parte II [Daniele Carrer, 2002, 2', colore] Sinossi: Metafora visiva dei momenti più inspiegabili della vita sociale del mondo evoluto. "Non sono né un esperto di statistiche né uno studioso di fenomeni sociali, ma credo che a volte basti cronometrare quanto tempo ci vuole per sentire il primo clacson suonare allo scattare del verde al semaforo per capire come sta cambiando il mondo. Il nuovo millennio oltre che essere il portatore del benessere e di tre nuovi tipi di consolle per videogiochi è anche alla base di alcune tragedie di cui, con molta superficialità, ci si domanda ancora il motivo." [DanieleCarrer] Autore: Per le note biografiche si rimanda all’ opera precedente “Il mio mondo personale”. “Il mio mondo personale parte II” è stato premiato nel 2002 con una menzione speciale dal Festival del Cinema Indipendente di Foggia.
AUF DEM HUGEL [Franz Heissmann e Hans Zuchenzeit, 2002, 2’, colore]
Sinossi: Una ballata sulle illusioni della vita, ispirato da un poema di Bertold Brecht.
Autori: Franz Heissmann e Hans Zuchenzeit hanno realizzato insieme: del 1997 “Alienatio”, del 1999 "Aziz" e del 2001 "Pupazzi".
SUN IS BRIGHT [Fabio Bozzetto e Diego Zucchi, 2003, 5', colore]
L’ ILLUMINAZIONE [Jacopo Martinoni/Luca Peretti/Anna Pullini, 2003, 1'53", colore]
Sinossi: L'inizio di un'idea, i suoi sviluppi. La sua mancata e ritrovata conclusione.
Autore: Jacopo Martinoni nasce a Varazze (SV) il 17-04-1972. Ha realizzato come autore, regista e produttore alcuni film indipendenti, non commerciali e diversi film pubblicitari e videoclip.
AM ENDE DES GARTENS SIND ZWEI KINDER (Alla fine del giardino ci sono due bambini) [Davide Pepe, 2003, 15'30", colore]
Sinossi:Due amanti si incontrano nello stesso sogno per accettare la morte del loro rapporto. Nella stessa notte una ragazza viene uccisa. Tutti si ritrovano immersi in uno spazio naturale - surreale nel quale si muovono un bambino ed una bambina che custodiscono e governano il posto.
Autore: Si rimanda alla precedente opera “I remember – genetic memory”.
SEZIONE VIVIDA [Bakia Emak, 2003, 3', colore] Sinossi:Un dottore compie esperimenti su animali. Autore: Bakia Emak, lavora come grafico e disegnatore di fumetti. Tra il 1998 e il 2001, realizza disegni e storie a fumetti che vengono pubblicate su diverse riviste e realizza una serie di cortometraggi d’ animazione selezionati e premiati in concorsi nazionali ed internazionali.