"Il cinema non è un mestiere, ma un mezzo per fare dichiarazioni d'amore." "Sono i desideri, la materia prima dei film." D.D.Mambety

Un gruppo di studenti universitari bergamaschi accomunati da uno spiccato interesse per il cinema.
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"Agorà, dentro e fuori le mura", questo è il titolo della nuova trasmissione televisiva coprodotta da VideoBergamo e dall'Università degli Studi di Bergamo.
Il programma di intrattenimento, che andrà in onda tutti i giovedì sera alle 20.35, affronterà argomenti di attualità e cultura con taglio giornalistico.
Fanno parte della redazione
Ad Agorà si parlerà di città ideale, intercultura, informazione, giovani e televisione. Questi sono solo alcuni degli argomenti trattati nelle puntate della trasmissione, che inizierà giovedì 2 marzo e che proseguirà fino all'estate. La trasmissione vedrà la partecipazione di ospiti di spicco, chiamati a confrontarsi sugli argomenti in discussione, e di studenti del nostro Ateneo, che parteciperanno attivamente al programma con interventi e domande.
La prima puntata dal titolo "Bergamo città ideale" avrà come ospiti il Rettore dell'Università di Bergamo Alberto Castoldi, il Sindaco di Bergamo Roberto Bruni e l'architetto Giancarlo Magnoli.
con la presente, il 16° Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina, vi invita a prendere parte alla manifestazione che si terrà a Milano, dal prossimo 20 marzo al 26 marzo 2006.
Per gli studenti universitari è stata infatti pensata una esclusiva forma di accredito che prevede una tessera del costo di soli 15 euro, la quale permetterà il libero accesso a tutte le proiezioni del festival.
La tessera potrà essere ritirata direttamente alle sede del COE-Centro Orientamento Educativo, Ong che organizza da 16 anni il Festival, nei soli giorni 20 - 21 e 22 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, previa esibizione obbligatoria di un documento che attesti l'iscrizione dello studente all'università di provenienza.
Dettagli della manifestazione:
16° FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA
Milano, 20-26 Marzo 2006
http://www.festivalcinemaafricano.org
Il successo di pubblico della scorsa edizione e l’attenzione rivolta alla nuova sezione Concorso Documentari Finestre Sul Mondo ci spingono quest’anno a confermare la nuova struttura del festival che rimane aperta ai tre continenti -Africa, Asia e America Latina- con un’attenzione particolare, oltre ai lungometraggi di fiction, anche ai film documentari.
Novità di quest’anno: un Premio al Miglior Lungometraggio Africano del Festival (8.000 euro) senza distinzione di sezione. In questo modo riteniamo di riequilibrare l’attenzione rivolta al lungometraggio africano che negli ultimi due anni era stato leggermente penalizzato dall’apertura della competizione a tre continenti.
La programmazione cinematografica:
Sezione retrospettiva: RAGE IN USA IV
Ritorna la sezione del festival dedicata al cinema African American con le ultime novità del cinema black statunitense
Rage in USA IV° - I film della produzione afro-americana degli ultimi dieci anni.
Un festival di cinema che per tanti anni ha inseguito e ricercato le tendenze del cinema “afro” in tutto il mondo non poteva trascurare per troppo tempo il cinema afro-americano. Ritorna così, a distanza di otto anni, la sezione afro-americana “Rage in USA” che ci presenta il meglio della produzione dei registi black americani dell’ultimo decennio.
Anche se il titolo Rage in USA non è più attuale, lo manteniamo per dare senso alla storia pregressa delle pellicole di cineasti afro-americani sugli schermi del nostro festival.
In dieci anni abbiamo dedicato tre retrospettive ad un fenomeno molto articolato e complesso, chiamando a raccolta le pellicole dei cineasti meno conosciuti della realtà indipendente afro-americana. Autori ignorati dalle majors e dai media, difficilmente visibili nei festival; racconti e storie di donne, ritorni alle radici musicali, linguistiche, artistiche; ricerche del passato di genitori e amici. Attraverso i documentari e i cortometraggi soprattutto avevamo offerto uno spaccato di rage-rabbia, contestazione, conflitto tra comunità urbane statunitensi in film pressoché sconosciuti al pubblico italiano.
Quelle storie sono ora Storia. Sono trascorsi dieci anni. Sono cambiati inesorabilmente i panorami. New York non ha più le Torri Gemelle. L’America non è più la stessa. Troppe guerre. Troppo dolore. Si guarda ad una società che è costretta a rinunciare all’ottimismo. Anche il cinema è cambiato. Specialmente il cinema afro-americano.
Perduta la necessità della rabbia, raggiunti non senza sacrifici e contraddizioni livelli di visibilità inedita, i cineasti afro-americani escono definitivamente dalla ghettizzazione degli stereotipi, anche filmici, e giocano sulla rappresentazione di sé e degli altri attraversando tutti i media. No More Rage. No More Ghetto.
Si esplorano forme e generi nuovi, soprattutto invadendo il mercato del cinema d’animazione in sala e via satellite (il caso The Boondocks vale per tutti) e conquistando definitivamente la satira anti-Bush con un uso sapiente della metafora, riappropriandosi delle proprie icone ed orientando l’interesse dell’industria a proprio favore.
The Boondocks è una nuova serie di cartoon americana ispirata all’omonimo fumetto satirico. Un'altra famiglia terribile come i Simpson ma questa volta i personaggi sono black. The Boondocks è un quartiere periferico dove la famiglia si trasferisce per trovare un ambiente più tranquillo e sereno dove crescere i figli. I due piccoli protagonisti esaltati dal cambiamento sconvolgeranno non poco i ritmi del quartiere, ma la loro azione di disturbo non è paragonabile a quella del nonno, il vero rompiscatole della famiglia. Il cartoon affronta con humour tematiche scottanti negli Usa quali le relazioni interrazziali, i matrimoni misti, l’identità bi-razziale e la delinquenza giovanile.
Il cinema African American esce dal cinema invisibile ed entra nel blockbuster con pellicole campione d’incassi e distribuzioni DVD worldwide, senza vendere indulgenti stereotipi di sé, ma offrendo alla società americana una prospettiva critica.
Tutto questo senza rinunciare all’analisi del conflitto etnico (come la segnalazione dello sbilanciamento verso la comunità latino americana), del conflitto di classe (nuove forme di discriminazione sessuale, economica, linguistica, emergono nei documentari e nei lungometraggi low budget) e al bisogno di ri-raccontare la propria storia come storia americana.
Omaggio a Sotigui Kouyaté
Quest’anno il festival dedica un omaggio ad uno dei più grandi attori africani, Sotigui Kouyaté, con la selezione di alcuni film da lui interpretati quali Keita l’heritage du griot del figlio Dani Kouyaté e la Genèse di Cheick Oumar Sissoko.
Nato in Burkina Faso, Sotigui appartiene ad un'antica famiglia di griot, la casta dei cantastorie che nella società africana ha il compito di trasmettere gli usi e costumi degli antenati. Sotigui alterna la sua attività di attore di teatro e di cinema, in Africa e nel resto del mondo. Ha lavorato con registi di fama internazionale quali Rachid Bouchareb, Bernardo Bertolucci, Jonathan Demme, Amos Gitai, Stephen Frears, Randa Chahal Sabag. Molti lo ricorderanno nell’interpretazione di Prospero nero nel Mahabharata di Peter Brook.
Tra i suoi ultimi lavori a teatro citiamo la piece Thierno Bokar adattamento di Peter Brook del romanzo La sage de Bandiagara di Amadou Hampté Bâ.
Concorso lungometraggi “Finestre sul mondo”
Il Concorso presenta lungometraggi realizzati da registi d’Africa, Asia e America Latina, un’accurata selezione delle ultime produzioni di fiction provenienti dai tre continenti. La sezione propone al pubblico una scelta di film che contribuiscono a promuovere la diversità cinematografica e culturale in Italia e in Europa.
Nella selezione è data priorità ai film in prima visione italiana
Tra i titoli: La petite Jérusalem di Karin Albou, di origine algerina, intenso ritratto femminile all’interno di una comunità ebraico-maghrebina a Parigi; Dame Sobh (Day break) di Hamid Rahmanian che narra la storia di un condannato in attesa di giudizio a Teheran: una denuncia sconvolgente della pena di morte in Iran dove i parenti della vittima, se decidono di condannare a morte l’imputato, devono assumersi anche il ruolo del boia; Casa de areia (Migliore Sceneggiatura al Sundance Festival) di Andrucha Waddington girato tra le dune di sabbia di Ceara in Brasile dove una donna lotta tutta la vita contro la sabbia con il sogno di fuggire da un luogo da cui non si potrà mai separare.
Concorso documentari “Finestre sul mondo”
Questa sezione presenta una decina di documentari lungometraggi realizzati da registi d’Africa, Asia e America Latina.
L’esigenza di una sezione rivolta al documentario nasce anche dall’attuale tendenza internazionale a rivalutare l’impatto del film documentario sul pubblico anche nell’ambito della distribuzione commerciale. Il Concorso documentari “Finestre sul mondo” ha, quindi, l’obiettivo di promuovere la distribuzione in Italia di documentari realizzati dai registi dei tre continenti.
Tra i titoli: John and Jane di Ashim Ahluwalia (selezionato a Berlino 2006) un documento straordinario sui call center per americani con sede in India. I ragazzi prendono nomi inglesi, dormono di giorno e lavorano di notte in un call center, per chiamare nelle ore diurne i consumers americani. Vivono una doppia vita, una doppia identità, viaggiando ogni giorno attraverso il telefono in un continente che non hanno mai conosciuto.
Panoramica sul Cinema Africano
La sezione propone un’ampia e significativa scelta di lungometraggi in 35mm e in video della più recente produzione africana. Quest’anno i film di questa sezione potranno competere all’assegnazione del nuovo Premio al miglior lungometraggio africano.
Finzione. Documentario. Pellicola e video, fino al digitale e a forme d’ulteriore avanguardia come il video-telefonino usato come macchina da presa. Nel cinema delle Afriche si incontra sempre più una moltitudine di e percorsi e punti di vista. È il Sudafrica il set più evidente del cambiamento, di una sorprendente nouvelle vague in atto da alcuni anni. Il filmmaker sudafricano Aryan Kaganof ci mostrerà il trailer Sms Sugar Man, il primo lungometraggio al mondo interamente girato con un video-telefonino.
Tra gli inediti sudafricani il festival presenta il pluripremiato Tsotsi di Gavin Hood tratto da un romanzo di Athol Fugard (Candidato all’Oscar come miglior film straniero). Sei giorni di vita di un gangster spietato nella township di Soweto che si trova accidentalmente a prendersi cura di un neonato trovato su un auto rubata.Tsotsi ha la forza e la dolcezza, la determinazione e la sensualità di un cinema senza confini, che si immerge nell’azione, nel gangster, fino al melodramma per descrivere la dura sopravvivenza del giovane protagonista che dà il titolo al film nella township di una metropoli.
Tra gi altri film della sezione in Prima Nazionale: Douar des femmes (Algeria) l’ultimo film di Mohamed Chouikh ambientato in un villaggio algerino dove le donne si sono armate per far fronte agli attacchi dei terroristi; dal festival di Rotterdam Un matin bonne heure del guineano Gahite Fofana, proveniente dal documentario, che rievoca un tragico fatto di cronaca del 1999 (due adolescenti trovati morti nella stiva di un aereo cercando di raggiungere l’Europa); Homecoming del sudafricano Norman Maake, sintesi cinematografica di una serie televisiva sui “reduci” della frangia armata dell’ANC che lottava contro l’apartheid; sempre dal Sudafrica un film che sarà presentato a Berlino Conversations on a Sunday afternoon di Khalo Matabane, una docu-fiction girata tra le strade multietniche del centro di Johannesburg dove si concentrano oggi i profughi di tutte guerre del mondo.
Concorso Cortometraggi Africani
La sezione cortometraggi ospita le brevi fiction dei registi africani. Questa sezione presenta una selezione accurata dei più recenti cortometraggi realizzati da registi provenienti da tutta l’Africa e dalla diaspora. Sono selezionate indistintamente opere girate in pellicola e in video, in quanto si ritiene importante dare rilievo anche ai registi che utilizzano e sperimentano il linguaggio del digitale nella fiction. Il Concorso Cortometraggi costituisce una delle sezioni più interessanti del festival dove è possibile visionare i film e conoscere i registi che rappresentano le future promesse del cinema africano.
Concorso Documentari e Non Fiction Africani
La sezione presenta brevi documentari e non fiction realizzati da registi africani. Questa sezione è particolarmente interessante per comprendere le nuove tendenze del cinema africano e le sperimentazioni di un nuovo approccio al documentario e alla docu-fiction. Nella selezione sono privilegiate le opere dei registi che si sono rivolti al genere del documentario con uno sguardo non tradizionale, che hanno affrontato il genere in modo più soggettivo e che rivelano un lavoro di ricerca attento ai nuovi linguaggi, in particolare al digitale.
Tre Giurie internazionali sono chiamate a consegnare i premi ufficiali dei Concorsi del Festival.
Sezione Fuoriconcorso
Come di consueto presentiamo fuoriconcorso film e documentari sull’Africa di registi non africani. In questa sezione informativa sono mostrati quei film che non corrispondono ai criteri del concorso, ma che contribuiscono a veicolare un¹immagine diversa dell’Africa per una conoscenza più approfondita della realtà sociale e culturale dei paesi africani.
Luogo e date della manifestazione
La manifestazione si svolgerà a Milano dal 20 al 26 marzo 2006
Le proiezioni del Festival, circa 100 film tra pellicole e video, hanno luogo in sei sale cinematografiche situate nel centro di Milano :
Auditorium San Fedele
Multisala Arcobaleno (2 sale)
Spazio Oberdan
Cinema Gnomo
Espace Cinéma del Centre Culturel Français
Tutti i film sono sottotitolati elettronicamente o tradotti simultaneamente in italiano. Tutti i film del festival sono programmati almeno due volte e la presentazione dei film in competizione è presenziata dal regista.
BIGLIETTO SINGOLO: 5 EURO
TESSERA VALIDA PER TUTTE LE PROIEZIONI: 25 EURO
ACCREDITO UNIVERSITA’: 15 EURO
Rassegne “Dopofestival” in giro per l¹Italia
Nell’ottica di dare al festival una dimensione nazionale che vada oltre i confini della città che lo accoglie, la Direzione del Festival ha deciso di portare l’evento-festival in altre città italiane, stimolando e incentivando una già solida consuetudine.
Immediatamente dopo la fine dell’evento di Milano, sono previste rassegne chiamate “Dopofestival” in altre città italiane.
Molto importante quest’anno la collaborazione con il Museo del Cinema di Torino che presenterà al Cinema Massimo una selezione dei film in Concorso e in retrospettiva. Sono previsti eventi “dopofestival” anche ad Ancona e Campobasso
Catalogo
Il Festival pubblica ogni anno un catalogo dettagliato dei film selezionati nelle differenti sezioni accompagnandoli con schede e testi di approfondimento. Nella prossima edizione del catalogo particolare attenzione sarà rivolta alla sezione retrospettiva con vari articoli sulla produzione afro-americana di questi ultimi anni. Il catalogo del festival sarà pubblicato e distribuito dalla casa editrice Il Castoro.
Conferenze stampa
Le proiezioni dei film sono seguite tutti i giorni da una conferenza stampa con i registi, giornalisti e gli altri ospiti. Per la promozione delle opere presentate il festival da sempre ha posto un’attenzione particolare al rapporto con i media italiani e internazionali .
Incontri alla Fnac
Anche quest’anno il Festival potrà contare sulla collaborazione della FNAC che allestirà spazi promozionali dedicati ai film del festival, organizzerà una serie di incontri con registi e ospiti del festival e dedicherà un premio Fnac alla competizione Documentari Finestre sul Mondo.
Nel mese di marzo la Fnac ospiterà anche la mostra fotografica “Volti dell'Altro Cinema", una galleria di ritratti di registi africani realizzata nel corso delle ultime tre edizioni del festival dal fotografo Alessandro Brasile.
Spazio Scuola
Il Festival ha consolidato nel tempo uno spazio formativo e informativo per il mondo della scuola, attraverso varie iniziative che incontrano il favore di un numero sempre crescente di docenti e studenti delle scuole elementari, medie e superiori di Milano e dell’hinterland.
Tre mattinate sono destinate alle proiezioni per gli studenti e i loro insegnanti, diversificate per ordine e grado: prima e dopo la proiezione è organizzato un incontro con i registi e gli ospiti del festival che mira ad approfondire le tematiche e gli intenti comunicativi dei film selezionati, le caratteristiche estetico-formali e le dinamiche del processo di produzione.
I film proposti sono selezionati da una commissione formata da insegnanti, mediatori, animatori culturali, esperti di cinema e operatori del mondo scolastico e educativo.
Spesso la partecipazione delle scuole al Festival costituisce la tappa iniziale o intermedia di un percorso didattico e formativo improntato a promuovere l’educazione interculturale. Lo Spazio Scuola offre a studenti e insegnanti l’opportunità di respirare una dimensione internazionale nella conoscenza delle problematiche del rapporto Nord-Sud, di conoscere ed esplorare altri modi di fare cinema e per entrare in dialogo con persone impegnate in processi di cambiamento culturale per un mondo più unito nello spirito dell’interscambio e della convivialità delle differenze.
GIURIA DEGLI STUDENTI: VI EDIZIONE
Visto il successo delle precedenti edizioni proponiamo anche per quest’anno la costituzione di un Giuria studentesca per l’assegnazione del Premio al miglior cortometraggio africano in concorso.
Alla giuria possono partecipare studenti delle classi della scuola media secondaria, previo corso di formazione sulla storia del cinema africano.
Il cortometraggio selezionato da questa giuria sarà messo in distribuzione in formato VHS in modo da essere accessibile a tutte le scuole interessate.
Tra i cortometraggi in competizione gli studenti dovranno selezionare quello che maggiormente contribuisce alla promozione di una cultura di pace e di interscambio culturale.
Il corto vincitore sarà disponibile in formato VHS, in edizione italiana, e immesso nel circuito della distribuzione in modo da essere utilizzato negli ambiti educativo-formativi.
Spazio Università
I protagonisti del festival incontrano gli studenti dei principali atenei milanesi. Conferenze, proiezioni speciali, lezioni aperte e workshop costituiranno l’occasione privilegiata di dialogo e conoscenza della realtà culturale africana, attraverso una esperienza formativa articolata ed originale.
Il Festival, inoltre, accoglie e prepara studenti dei Corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, dei linguaggi dei media, e dei Master di Organizzazione di eventi culturali, che si propongono per uno stage formativo. I tirocinanti seguono un corso propedeutico e vengono inseriti con mansioni specifici nell’organizzazione della manifestazione.
PER INFORMAZIONI
Segreteria Festival
COE, Centro Orientamento Educativo
Via Lazzaroni 8 - 20124 Milano
Tel: 02 6696258 - 02 66712077
fax 02 66714338
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